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A

  • Acciaio inox

    acciaio inox

    L’acciaio inox (o acciaio inossidabile) è una lega di ferro caratterizzata, oltre che dalle proprietà meccaniche tipiche degli acciai al carbonio, da una notevole resistenza alla corrosione, specie in aria umida o in acqua dolce. L’acciaio inossidabile è un materiale duro estremamente resistente alla corrosione da parte di sostanze chimiche e quindi adatto soprattutto ai contesti industriali. L’acciaio inox inoltre è il più resistente fra i materiali utilizzati in lattoneria, anche se con una bassa conduttività termica.

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  • Alluminio naturale

    alluminio naturale

    alluminio naturale

    L’alluminio naturale è un metallo duttile di colore bianco argento, usato per la sua maggiore malleabilità e leggerezza rispetto ad altri materiali e maggiore resistenza alla corrosione. L’alluminio naturale viene usato per la realizzazione delle coperture in lastre o pannelli sandwich e nelle lattonerie. Gli spessori più usati sono il 7/10 per lastre e pannelli sandwich e 8/10 o 10/10 per le lattonerie.

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  • Alluminio preverniciato

    alluminio preverniciato gronda

    L’alluminio preverniciato a differenza del naturale viene verniciato a caldo nei forni prima del suo utilizzo. L’alluminio preverniciato trova impiego nella realizzazione delle coperture in lastre o pannelli sandwich e nelle lattonerie. Le colorazioni più comuni sono: il bianco/grigio, testa di moro o rosso siena.

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  • Amianto o Asbesto

    fibra amianto microscopio

    Un minerale fibroso che in natura è molto comune. Possiede due proprietà principali: un’elevata resistenza al calore e resistenza all’usura; la sua struttura fibrosa l’hanno reso adatto in passato, come materiale per la produzione di indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, produzione di guarnizioni per stufe, generatori di calore, nelle pastiglie dei freni delle auto ecc… Ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso in molti paesi tra cui l’Italia. Le polveri contenenti fibre d’amianto, se inalate, possono causare gravi patologie, l’asbestosi nei casi più estremi e tumori della pleura (ovvero il mesotelioma pleurico), e il carcinoma polmonare.

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  • Asbestosi

    amianto tumore

    Grave tumore che si manifesta dopo una lunga esposizione all’asbesto (asbesto o amianto sono la stessa cosa). L’asbestosi può manifestarsi anche dopo 30 o 40 anni dall’avvenuta esposizione alle fibre, solitamente viene diagnosticata con una TC ad alta risoluzione (TC: tomografia computerizzata, ovvero i raggi X), in seguito a serie difficoltà, come ad esempio, dispnea o insufficienza ventilatoria. Tale tumore impiega anni prima di manifestarsi, per cui analisi, screening, radiografie periodiche dei lavoratori hanno un’importanza rilevante per quanto riguarda la prevenzione. In caso di patologia accertata per lo stadio avanzato del tumore le terapie adottate sono quasi sempre di tipo palliativo, volte ad evitare il peggiorarsi della situazione.

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  • Amianto matrice compatta (o eternit)

    amianto compatto

    L’amianto in matrice compatta meglio conosciuto come fibro-cemento, non è altro che un composto preparato con una miscela di circa il 90% di cemento e 10% di amianto (esami di laboratorio hanno constatato che la presenza di amianto, in campioni esaminati, può variare dal 7% al 13% circa), è stato largamente impiegato in passato dagli anni ’50 agli inizi del ’90, ovvero fino a quando fu approvata la l.257/92 che ne vietò la produzione, la commercializzazione e l’impiego. Soprattutto impiegato in ambito edilizio, dalla realizzazione delle famose lastre di copertura ondulate, come quelle prodotte dall’Eternit®, canne fumarie, condotti d’acqua come ancora oggi sono la maggior parte delle condutture in Emilia-Romagna ed altro ancora. L’eternit è ancora oggi molto presente nel nostro territorio, basti pensare che il censimento 2015 vede in Italia la presenza di oltre 30 milioni di tonnellate di amianto ancora da smaltire di cui 100 milioni di metri quadrati di coperture, appunto in forma compatta.

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  • Amianto a matrice friabile

    Eternit

    L’amianto a matrice friabile è un materiale in cui l’amianto è presente ma debolmente legato e quindi estremamente volatile. Nei prodotti, manufatti e applicazioni in cui è presente, le fibre di amianto possono quindi essere libere o debolmente legate. Questo tipo di materiale è stato usato come isolante; la varietà di amianto friabile contiene una percentuale maggiore di questo materiale e può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale.

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  • Arcarecci di falda

    arcarecci

    Gli arcarecci di falda del tetto sono travi che, in un tetto, poggiano direttamente sulla capriata e servono da sostegno ai travicelli. Gli arcarecci di falda sono pertanto travi secondarie che appoggiano sulla trave di volmo e sulla trave di banchina.

 
 

B

  • Bandinella

    bandinella

    La bandinella è una striscia di lamiera posta a protezione delle parti esterne e nei punti di giunzione di una copertura, necessaria al fine di impedire infiltrazioni di acqua nell’edificio.

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  • Barriera al vapore

    barriera al vapore

    La barriera al vapore è un telo traspirante che ha la funzione di ridurre la traspirabilità dei materiali isolanti, la caratteristica principale della barriera al vapore è quella di impedire il passaggio del vapore e, di conseguenza, la formazione di condensazione nella massa degli strati dei materiali.

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  • Bituminosa laminata

    bituminosa laminata

    La bituminosa laminata è un tipo di guaina impermeabilizzante protetta nella parte esposta da una sottile laminatura metallica. La bituminosa laminata è un tipo di guaina rivestita da una lamina di alluminio che protegge il tetto e l’abitazione dalle infiltrazioni.

 
 

  • Boccaccio o bocchettone

    bocchettone

    Il bocchettone o boccaccio è l’elemento di giunzione tra il canale di gronda (grondaia) e il tubo pluviale discendente. Viene definito bocchettone anche l’elemento di raccordo tra una copertura semi-piana e il pluviale di scolo delle acque piovane.

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    C

    • Camera ventilante

      ventilazione

      Per camera ventilante si indica una lama d’aria continua interposta tra lo strato coibente e il manto di copertura, è inoltre comunemente realizzata con listelli di legno posti ortogonalmente alla linea di gronda. Nella camera ventilante l’aria è costantemente in movimento sfruttando lo spostamento dell’aria per differenza termica.

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    • Canale di gronda

      gronda

      Il canale di gronda o più nota come grondaia è un canale di scolo per l’acqua piovana e la neve. Il canale di gronda come sistema di raccolta limita gli effetti di erosione dell’acqua sulla superficie esterna di un edificio, che ne comporterebbero il deterioramento, oltre a consistenti danni estetici di varia natura. Senza un sistema di grondaie l’acqua colerebbe lungo le pareti, trascinando sporcizia, detriti, ma anche agenti fisici e chimici potenzialmente aggressivi, generando chiazze e striature molto visibili e provocando a lungo termine un’azione di danneggiamento e degrado per le finiture esterne, e talvolta anche la penetrazione dell’acqua in locali interni, attraverso i serramenti.

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    • Cella fotovoltaica

      cella-fotovoltaica

      La cella fotovoltaica, o cella solare, è l’elemento base nella costruzione di un modulo fotovoltaico. E’ un dispositivo elettrico che converte l’energia della luce direttamente in elettricità tramite l’effetto fotovoltaico. La cella fotovoltaica o solare è un dispositivo costituito da una sottile fetta di materiale semiconduttore, molto spesso silicio, opportunamente trattata. Inserendo nella struttura cristallina del silicio delle impurità, cioè atomi di boro e fosforo, si genera un campo elettrico e si rendono anche disponibili le cariche necessarie alla formazione della corrente elettrica.

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    • Coibentazione

      coibentazione

      La coibentazione è una tecnica per isolare due sistemi che hanno differenti condizioni ambientali, in modo che i due sistemi non scambino calore o vibrazioni sonore tra di loro. La coibentazione si utilizza per l’ isolamento termico, acustico o termoacustico. Per coibentare una struttura si interpone tra le due parti specifici materiali, nel caso di un edificio i pannelli, che non permettono lo scambio di calore nel caso di isolamento termico (cappotto termico), o lo scambio di vibrazioni nel caso di isolamento acustico. Un’adeguata coibentazione termica delle pareti di un edificio permette di mantenere il calore durante le stagioni più fredde e durante la stagione estiva di non far penetrare il calore all’interno.

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    • Colmo

      colmo

      Il colmo è la linea più alta di una falda di copertura e a seconda del tipo di copertura può essere ricoperta con elementi in serie di laterizio oppure con appositi elementi metallici.

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    • Compensato fenolico

      TAVLIS

      Il compensato fenolico è un semilavorato realizzato da strati di legno povero, come il pioppo o il pino e deve il suo nome al tipo di colla utilizzata per l’incollaggio che ne determina anche le caratteristiche tecniche.

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    • Conducibilità termica

      La conducibilità termica o conduttività termica è la caratteristica principale dell’isolamento termico dal punto di vista della protezione dei fabbricati dalle perdite di calore. Rappresenta la capacità della sostanza di condurre il calore e si esprime con il coefficiente di conduttività termica. Quanto più basso è il suo valore, tanto più efficace è l’isolamento. La maggior parte dei materiali isolanti possiede un coefficiente di conduttività termica pari a circa 0,040 W/(m.K).

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    • Confinamento di lastre in cemento-amianto

      eternit

      Il confinamento o sovracopertura di un tetto in eternit consiste nell’installazione di una barriera a tenuta (es. copertura in metallo) che separi l’amianto presente sul tetto dalle parti esterne e/o interne nel caso non sia presente un solaio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. E’ indicato nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per la bonifica di aree circoscritte (ad es. delle tubature). Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l’amianto rimane nell’edificio; inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni.

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    • Conversa

      conversa

      La conversa è un elemento di protezione per i pali o torrette di una linea vita e viene posata sulla copertura (tegole, coppi o pannello) per impermeabilizzare, e quindi evitare che l’acqua piovana entri all’interno dell’edificio in cui è stata installata la linea di ancoraggio a cui si applica il dispositivo di protezione individuale.

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    • Coppo in laterizio

      coppo in laterizio

      Il coppo, di laterizio a stampo curvo, è il tipo di tegola che è più comunemente usato in Italia come manto di copertura per i tetti spioventi, ed è un tipo di tegola utilizzato in questa conformazione da quasi 1000 anni. Il coppo, o tegola curva, localmente detta anche “canale”, è prodotto tradizionalmente per stampaggio ed industrialmente per estrusione. ll laterizio è una denominazione generica di materiali artificiali da costruzione ottenuti dalla cottura di argille con quantità variabile di sabbia, ossido di ferro e carbonato di calcio.

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    • Cordino

      cordino

      Il cordino a norma UNI EN 354 è un elemento di collegamento o componente nei sistemi di arresto caduta definiti nella UNI EN 363. Un cordino può essere costituito da una corda di fibra sintetica, una fune metallica, una cinghia o una catena e le sue estremità devono essere dotate entrambe di terminali idonei. Il cordino può essere a lunghezza fissa o regolabile e dotato o meno di assorbitore di energia.

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    • Cordolo

      cordolo

      Il cordolo è un elemento costruttivo che può essere in calcestruzzo o calcestruzzo e laterizio e viene realizzato in corrispondenza del piano di imposta dei solai al fine di distribuire i carichi dei solai stessi alle murature/pareti sottostanti. Il cordolo oltre alla funzione di distribuire i carichi delle murature soprastanti, ha la funzione di cucire tra loro le murature, in modo che non si aprano sotto l’effetto di determinate sollecitazioni, come ad esempio quelle generate da un sisma.

     
     

    D

    • Dispositivo anticaduta di tipo retrattile

      dispositivo retrattile

      Il dispositivo anticaduta di tipo retrattile è un dispositivo anticaduta dotato di funzione autobloccante e di sistema automatico di tensione e di richiamo del cordino, ovvero del cordino retrattile. La funzione di dissipazione di energia può essere incorporata nel dispositivo stesso oppure il cordino retrattile può incorporare un assorbitore di energia. Il cordino retrattile può essere costituito da una fune metallica, una cinghia o una corda di fibra sintetica. Il dispositivo anticaduta di tipo retrattile è progettato per fornire, in caso di caduta, una forza frenante massima non superiore a 6 kN e tale che la distanza di arresto sia inferiore a 2 m.