- Camino a legna, che canna fumaria serve ?
Camino a legna, che canna fumaria serve ?
E' capitato già diverse volte di fare interventi per la sostituzione di canne fumarie di camini a legna in quanto "si erano incendiate" o bruciate, alcuni clienti ci hanno posto il quesito se esistono delle canne fumarie speciali. Le canne fumarie tradizionali in commercio che vengono solitamente impiegate a questo scopo sono o in lamiera di acciaio inox o in rame dello spessore di 6-8 decimi di millimetro e sono fatte per far evacuare il fumo e non il fuoco, queste canne fumarie non sono in grado di resistere alla temperatura del fuoco diretto per alcune ore. Il nostro consiglio è di assicurarsi di avere nel proprio camino la valvola di regolazione per l'uscita del fumo e regolarla di conseguenza e di usare il camino evitando di far salire le fiamme lungo la canna fumaria.
- Come valutare un Impianto Fotovoltaico
- Quanto rende investire sul fotovoltaico ?
Come valutare un Impianto Fotovoltaico
Nella valutazione di un'offerta per un impianto fotovoltaico o nel confrontare tra loro diverse offerte sempre più spesso si può correre il rischio di non esaminare e valutare correttamente quelle che sono le caratteristiche più importanti e che farebbero maggiormente la differenza. Spesso nella scelta di un impianto come in quella di altre cose si tende a scegliere per associazione del prodotto preferito e prezzo più basso ed è proprio qui e specialmente in questo settore dove si possono compiere gli errori più grossi…. come per esempio confrontare due offerte basandosi solo sulla potenza nominale dell'impianto: "quella ditta il 3kw me lo fa €.10.000, l'altra 9.000…risparmio 1.000 euro!!" non è detto dipende quanto sono in grado di produrre gli impianti all'anno, gli incentivi si prendono in base alla produzione non in base alla potenza nominale un altro esempio: "questa offerta di un impianto di 4Kw costa meno dell'altra che è di 3,5 Kw ed inoltre non devo nemmeno toccare il tetto…" potrebbe essere ben lontano dall’essere un affare.
Prendete questi nostri consigli come una guida se già state facendo delle valutazioni o siete in procinto di farne, il nostro miglior consiglio è quello di affidarvi ad un consulente esperto ed imparziale dal punto di vista commerciale, noi siamo sempre a vostra disposizione per consigliarvi, se lo desiderate potrete affidarvi ai nostri consulenti, la nostra azienda vi potrà fornire una valutazione gratuita ed obiettiva essendo indipendente per politica propria da qualsiasi obbligo commerciale.
I nostri 10 consigli
1-Nell'esaminare l'offerta assicuratevi che vi sia la stima della quantità di energia prodotta all'anno in base alle mappe dell'ENEA calcolando le perdite dovute al posizionamento e le perdite del caso
2-Ogni pannello fotovoltaico ha un decadimento naturale dovuto all'usura come ogni altra cosa, tenete presente questo valore di solito espresso in percentuale all'anno (%) in quanto inciderà sulla produzione del vostro impianto e sul vostro ritorno economico
3-In commercio ci sono fondamentalmente 3 tipi di pannelli o celle fotovoltaiche, quelle monocristalline (le più pregiate), le policristalline e l'amorfo che di solito non è sotto forma di pannello ma in film o guaina; questi hanno caratteristiche diverse ed a volte la soluzione richiesta predige una tipologia invece che l'altra, in ogni caso esaminate accuratamente le caratteristiche tecniche, le garanzie, e lo storico del prodotto
4-Il vostro impianto fotovoltaico è come una macchina, ed ha un certo valore, e deve durare il più a lungo possibile, vi sono impianti di noti produttori che continuano a produrre oltre i 30 anni e con buoni rendimenti, non valutate solo in numeri che vi vengono proposti, ma anche la solidità dell'azienda produttrice, lo storico, la presenza nel mercato e le tecnologie
5-La garanzia del prodotto e la possibilità dell'azienda produttrice di adempiervi sono importanti, acquistare un prodotto importato o commercializzato da un'azienda che c'è oggi e potrebbe non esserci domani sarebbe un rischio troppo grande, questo non vuol escludere i prodotti d'importazione ma mettere l'accento sul controllo delle referenze di chi ci darà poi le garanzie negli anni a venire
6-Non confondete la garanzia prevista dalla legge sulla produzione con quella sul prodotto o sui difetti di fabbricazione, la legge prevede una garanzia di produzione dell'impianto e quindi dei pannelli che non sia inferiore all'80% dopo 20 anni, questo non significa che i vostri pannelli siano garantiti 20 anni… tutt’altro ci sono produttori che danno garanzie di 2 o 5 anni e pochissimi fino a 10 anni, acquistare un prodotto economico che potrebbe necessitare di sostituzione in periodo "fuori garanzia" assorbirebbe ogni risparmio avuto
7-Compagnie assicurative hanno predisposto particolari polizze per garantire un indennizzo in casi di scarsa produttività dell'impianto, nel caso di furto, per la manutenzione ed altri fattori minori, queste restano sempre da valutare, un buon prodotto reso in opera a regola d'arte con una buona garanzia propria secondo noi non dovrebbe avere bisogno di molte assicurazioni tranne in casi particolari o per specifiche condizioni come furto o danneggiamento
8-Un elemento sicuramente determinante è la tariffa derivante dal tipo di realizzazione e/o integrazione, valutate quale sarebbe la miglior soluzione per l'investimento ( per approfondimenti www.gse.it)
9-Assicuratevi inoltre della qualità, garanzia e quantità degli inverter non a livello tecnico ma per poter valutare correttamente differenze tra una proposta e l'altra, a volte i progettisti prevedono soluzioni più sicure e complete impiegando materiali di una certa qualità da non confondere con altri che comunque meno efficienti funzionano lo stesso
10-Sopratutto nel caso di integrazione dell'impianto sul tetto assicuratevi che vi sia u un'impermeabilizzazione che abbia una durata il più vicina possibile alla durata dell'impianto, risparmiare su questa significa prima o poi dover smontare e rimontare l'impianto per ripetere il lavoro.
Quanto rende investire sul fotovoltaico ?
Secondo uno studio realizzato dall’Energy e strategy group del Politecnico di Milano apparso su Il Sole 24 Ore investire nel fotovoltaico rende di più dei BOT e BTP. Se infatti confrontiamo il tasso interno di rendimento (TIR), ovvero il tasso annuale di ritorno effettivo che un investimento genera, possiamo vedere che quello di un impianto fotovoltaico è circa il doppio di quello dei Bpt a 25 anni.
Però non è solamente una questione economica. Creare energia pulita utilizzando l’irraggiamento solare dà un contributo attivo alla salvaguardia nel nostro pianeta e alla tutela della qualità di vita dei nostri figli. Produrre energia da fonti rinnovabili procura inoltre un ritorno positivo in termini di immagine, pensiamo ad aziende che sempre più frequentemente si dotano di bilanci ambientali.
L’investimento in un impianto fotovoltaico richiede la scelta di un partner affidabile che sia in grado di assicurare la massima qualità dei prodotti, principale garanzia di redditività durante tutto l’arco di vita dell’impianto. Schüco è il fornitore ideale sia per coloro che decidono di realizzare un impianto per la propria abitazione che per chi vuole investire in un grande impianto per i seguenti motivi:
■Utilizza prodotti di qualità testati e certificati e con produzione garantita nel tempo
■I prodotti hanno rendimenti elevati e duraturi
■E’ in grado di dare una reale garanzia di prodotto fino a 10 anni
■Tutti i componenti Schüco sono progettati e realizzati per lavorare insieme e garantire il massimo delle prestazioni
■Ha esperienza pluridecennale nel settore
■La rete dei partner Schüco è presente in tutto il territorio nazionale ed è in grado di fornire assistenza tecnica e operativa e di venire incontro a qualsiasi esigenza di manutenzione dell’impianto
■Solidità finanziaria di Schüco: garantisce la bancabilità dei progetti, elemento fondamentale per un accesso più agevole al credito
- Contributo per interventi di risparmio enegetico (55%)
- Contributo per ristrutturazioni (36%)
Contributo per interventi di risparmio enegetico (55%)
Le scorse finanziarie hanno introdotto dei Bonus fiscali per alcune categorie di interventi riguardanti lavori edili quali coperture, pannelli isolanti, infissi esterni, impianti, ecc., finalizzate ad ottenere elevate prestazioni di isolamento termico, per favorire la tutela ambientale ed il risparmio energetico in edilizia sia sul nuovo costruito che sull’esistente.
La detrazione viene applicata sul costo effettivamente sostenuto, al netto di eventuali sconti, di cui può usufruire l'interessato e comprende: • Fornitura e posa dei prodotti; • Spese tecniche di asseverazione; • Certificazioni/attestazioni.
Le condizioni per poter usufruire delle detrazioni sono le seguenti: • Nelle fatture deve essere evidenziato il costo della manodopera. • La conformità della prestazione termica degli interventi, nei limiti stabiliti, deve essere asseverata da un tecnico abilitato che risponde civilmente e penalmente dell'asseverazione. • L'unità immobiliare o l'edificio oggetto dell'intervento, dovranno avere l'attestato o la certificazione di qualificazione energetica. • Le spese sostenute dovranno essere pagate a mezzo bonifico bancario. • Le migliorie vengono attestate o dal tecnico o da un certificato del produttore. • Per la sostituzione di finestre e l’installazione di pannelli solari non ci sarà bisogno della certificazione energetica dell'edificio. • Detrazione fiscale del 55% prevista anche per tutti gli impianti di climatizzazione invernale non a condensazione tra i quali quelli che utilizzano biomasse vegetali, come pellet. La detrazione può essere applicata al massimo entro un limite di 1.000 euro all’anno.
Contributo per ristrutturazioni (36%)
1) IN COSA CONSISTE
E’ prevista la possibilità di detrarre dalle imposte sui redditi il 36% delle spese sostenute per il recupero di case di abitazione; il beneficio non può superare il massimo di € 48.000,00 per abitazione, da dividere tra i soggetti aventi diritto alla detrazione per anno di imposta, da suddividere in dieci (o cinque in casi particolari) anni.
Esempio: se si è sostenuta una spesa di € 48.000,00 si possono detrarre dall’Irpef dovuta € 19.680,00 in dieci, cinque e tre anni, con un risparmio di imposta di € 1.968,00 (o € 3.936,00) per ogni anno.
10 anni se l'età del contribuente è inferiore a 75 anni 5 anni se l'età del contribuente è tra 75 e 80 anni 3 anni se l'età del contribuente è superiore a 80 anni
2) A CHI SPETTA
Trattandosi di una detrazione dall’Irpef lorda, sono ammessi a beneficiarne tutti coloro che sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato.
Precisiamo che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso; ogni contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.
3) PER QUALI LAVORI:
- Restauro e Manutenzione straodinaria
- Lavori finalizzati al RISPARMIO ENERGETICO
I lavori per i quali spetta lo sconto fiscale sono quelli elencati dall’art. 31 della legge 5/8/1978 n. 457.
In particolare, la detrazione del 36% riguarda le spese sostenute per eseguire gli interventi di MANUTENZIONE STRAORDINARIA, le OPERE DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO, i LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.
Se realizzate in uno degli ambiti sopra descritti, ANCHE LE SPESE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO E L’INSTALLAZIONE DI UN CAMINETTO E/O DI UNA STUFA, PER LA REALIZZAZIONE E/O IL RIFACIMENTO DELLA CANNA FUMARIA SONO AMMESSE A GODERE DEL BENEFICIO FISCALE.
IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DI TUTTI I GLI IMPIANTI, MATERIALI ED OPERE, IMPIANTI SOLARI, RIFACIMENTO COPERTURA, ISOLAMENTO, CAMINETTI, STUFE A LEGNA ED A PELLET .
- Che spessore di isolante ci vuole per sfruttare gli incentivi del 36 o 55%?
- Impermeabilizzare senza isolare ?
- Poliuretano o polistirene ?
- Qual'è il miglior isolante ?
Che spessore di isolante ci vuole per sfruttare gli incentivi del 36 o 55%?
Non è una questione di spessore dell'isolante che determina la condizione di poter godere o meno dello sgravio fiscale previsto dal D.L. n°185/08 o dalla legge n°296/07 e successive modifiche ed integrazioni. Per sfruttare l'incentivo dello sgravio fiscale è necessaria una valutazione dell'edificio dal punto di vista energetico che di solito viene fatta da un termotecnico ed in base a ciò ed hai dovuti calcoli verrà determinato lo spessore ed il tipo di materiale più idoneo al fine di rientrare nei canoni di legge.
Impermeabilizzare senza isolare ?
A causa delle precipitazioni sempre più consistenti ed a nuovi prodotti di impermeabilizzazione come "la guaina", il "derbygum", ecc... ovvero la classica membrana bituminosa che và saldata a fiamma, anni fà è stato fatto spesso l'errore di applicare tali prodotti direttamente sul solaio di copertura laddove la struttura sottostante era in legno e non isolata. Questa soluzione nel tempo ha creato spesso più danni che vantaggi in quanto la condensa generata nell'abitazione ristagnava nel sottotetto completamente impermeabile e veniva assorbita dalla struttura in legno o nel caso di strutture in laterocemento venivano a crearsi delle infiltrazioni. Il nostro consiglio è sicuramente di impermeabilizzare il tetto tenendo conto di questo aspetto, isolarlo il più possibile sia per evitare questo problema che per trarne i benefici climatici. Dove non fosse previsto un isolamento e fosse necessario impermeabilizzare con prodotti che non consentono la dovuta traspirazione andranno previsti degli areatori per consentire il deflusso di condensa.
Poliuretano o polistirene ?
Il poliuretano espanso rigido ha costituito una delle più grandi novità nel campo dell'isolamento termico, due sono le qualità essenziali: 1) valore bassisimo della conducibilità termica (quindi grandi proprietà isolanti), dovuto al basso valore della conducibilità termica del gas che sostituisce l'aria nelle celle. Questo notevole potere isolante è, tuttavia, soggetto a diminuire leggermente nel tempo per effetto della diffusione fra tale gas e l'aria esterna; 2) possibilità di produzione "in situ" per iniezione. Dopo un primo periodo di diffidenza per la tossicità dei gasutilizzati per spruzzarlo sulle superfici da isolare il poliuretano, attualmente, può essere considerato del tutto sicuro e, probabilmente, il migliore isolante termico sotto il profilo dell'efficacia. Il polistirene o polistirolo sintetizzato è un materiale altamente versatile e performante che deve il particolare successo alle sue qualità, alla facilità di lavorazione ed alla praticità d’uso che lo rendono unico in molteplici impieghi nel settore dell’industria e dell’edilizia, a differenza del poliuretano mantiene praticamente integre le proprie caratteristiche nel tempo, studi dimostrano che dopo un secolo le proprietà isolanti rimangono praticamente inalterate a differenza del poliuretano.
Qual'è il miglior isolante ?
Il miglior isolante in assoluto è l'aria... per questo stanno prendendo sempre più mercato i tetti ventilati, prendendo in esame invece gli isolanti "solidi", non penso che esista "il miglior isolante" ogni tipo di materiale ha le sue caratteristiche sia dal punto di vista termico, sia più in generale a livello di compatibilità ambientale, di permeabilità all'umidità, di isolamento acustico. Oltre alla resistenza termica di un pannello, bisogna tenere anche conto dell'inerzia termica del pannello stesso, ad esempio il polistirene e il polistirolo ha ottime caratteristiche sulla resistenza termica, ma non altrettanto sull'inerzia, il sughero potrebbe invece essere una buona mediazione tra una resistenza termica elevata e uno sfasamento apprezzabile.
- A- Lattoneria nomenclatura:
- Che cos'è lo zinco-titanio e quanto dura ?
- Dopo 7-8 anni è possibile che le mie gronde in rame abbiano dei buchi ?
- E' meglio il rame o l'acciaio inox ?
A- Lattoneria nomenclatura:
Bandinella, Scossalina o Mantovana: Sono dei profilati ottenuti dalla pressopiegatura di lastre o nastro in lamiera di vario tipo (rame, alluminio, inox, zinco titanio o altro) generalmente dello spessore da 5 a 12 decimi di millimetro. In genere la funzione di queste è di proteggere alcune parti specifiche dell'edificio dalle precipitazioni atmosferiche. A volte viene anche usato il termine "copertina" per designare quella lattoneria sagomata ad "L" che viene di solito posta a parete e sopra il manto di copertura nel punto più alto. "Conversina" è un'altro termine che identifica quella parte di lattoneria solitamente posta tra parete e manto di copertura nel lato in pendenza al fine di raccogliere e convogliare le l'acqua piovana in gronda o in una conversa. Conversa compluvia: E' quella parte di lattoneria sagomata a "V" che risiede nella parte di un tetto dove 2 falde indirizzano la stessa pendenza o dove convogliano le acque meteoriche, questa può essere realizzata in diversi materiali e spessori e viene sempre ottenuta tramite pressopiegatura di lamiera. La sua funzione è di convogliare l'acqua piovana verso una gronda o un'altra conversa. Canale di gronda: E' un canale ottenuto tramite pressopiegatura di lamiera o realizzato in altro materiale allo scopo di raccogliere e convogliare le acque meteoriche dal tetto ai tubi pluviali che conducono alle fognature. Il canale di gronda o "grondaia" sono di solito visibili lungo il perimetro del tetto. Tubo pluviale o Pluviale: Sono i tubi di solito in metallo ma anche in pvc che conducono le acque meteoriche dalle gronde o condotti del tetto alla fognatura o a terra. Conversa per comignolo: E' una canalizzazione realizzata solitamente in lamiera sagomata a misura attorno alla canna fumaria in prossimità della copertura per consentire il convoglio delle precipitazioni sopra il manto di copertura, in gronda o in un'altra conversa.
Che cos'è lo zinco-titanio e quanto dura ?
Lo zinco-titanio è una lega composta di solito (a secondo del produttore) dal 90% di zinco, 2-3% di Titanio, 1-2% Rame e venne impiegato nel campo della lattoneria attorno il 1960 più comunemente denominato "lega venezia", penso che l'obbiettivo fosse trovare una valida alternativa al rame il quale all'epoca veniva poco impiegato per via del costo, ed alla lamiera zincata la quale aveva meno durabilità. La "lega venezia" con il passare del tempo manifestò problematiche per la presenza in prevalenza di zinco (all'epoca), da esami da noi compiuti abbiamo riscontrato nel 30% dei casi lacerazioni ed aperture di canali di gronda e canalizzazzioni in genere, dove questo aveva subito la lavorazione come quello della piegatura. Oggi possiamo stare tranquilli, la lega è stata notevolmente migliorata sebbene la sua durabilità non si possa ancora dimostrare, facciamo fede ai suoi componenti, è sicuramente una valida alternativa al rame e all'inox sia per la sua colorazione "moderna" (grigio più scuro dell'inox), che per la particolarità dell'estetica nelle copeture.
Dopo 7-8 anni è possibile che le mie gronde in rame abbiano dei buchi ?
Il rame è forse l'unico metallo considerato "eterno" si possono vedere gli studi eseguiti dall'Istituto Italiano del Rame (I.I.R. www.iir.it), ma come ogni altra cosa bisogna vedere a cosa viene sottoposto, nel caso di gronde e lattonerie di solito il nemico maggiore sono le esalazioni delle fognature provenienti dai condotti di scarico, questo perchè di solito il pozzetto o non è stato sifonato o il sifone non fà il suo lavoro, questo fà sì che le esalazioni correndo per il pluviale arrivano alla gronda dove la corrode, questo di solito è identificabile da un colore ed un ossidazione bluastra.
E' meglio il rame o l'acciaio inox ?
Nella lattoneria edile si devono tener presente alcuni fattori determinanti, come il calore a cui vengono esposti i metalli, gli assestamenti strutturali, le dilatazioni termiche egli agenti a cui il tetto è esposto. Sicuramente il metallo che più si appresta a tutte queste caratteristiche è il rame, è duttile e malleabile, facilmente saldabile ed ha un ottima trasmittanza del calore e coefficiente di dilatazione; l'acciaio inox invece è molto più "duro" sebbene sia più resistente sia dal punto di vista meccanico che agli agenti atmosferici, esalazioni... risulta difficilmente saldabile e comunque per la propria durezza è consigliabile sempre l'impiego di sigillanti elastici come siliconi, di conseguenza si avranno sempre dei punti più deboli. Il nostro consiglio è di usare il rame quando questo risponde anche alle vostre aspettative estetiche, con più impegno ed attenzione ai particolari si potrà impiegare anche l'acciaio inox.
- Attenzione ad impermeabilizzare e non isolare il tetto ?
- Conviene fare il tetto ventilato ?
- Devo rimuovere dell'eternit posso farlo da solo ?
- E' vero che le tegole in cemento sono le migliori ?
- L'eternit conviene incapsularlo o rimuoverlo ?
- Qual'è la copertura in metallo che ha il miglior rapporto qualità/prezzo ?
- Rifare il tetto senza ponteggi ?
Attenzione ad impermeabilizzare e non isolare il tetto ?
A causa delle precipitazioni sempre più consistenti ed a nuovi prodotti di impermeabilizzazione come "la guaina", il "derbygum", ecc... ovvero la classica membrana bituminosa che và saldata a fiamma, anni fà è stato fatto spesso l'errore di applicare tali prodotti direttamente sul solaio di copertura laddove la struttura sottostante era in legno e non isolata. Questa soluzione nel tempo ha creato spesso più danni che vantaggi in quanto la condensa generata nell'abitazione ristagnava nel sottotetto completamente impermeabile e veniva assorbita dalla struttura in legno o nel caso di strutture in laterocemento venivano a crearsi delle infiltrazioni. Il nostro consiglio è sicuramente di impermeabilizzare il tetto tenendo conto di questo aspetto, isolarlo il più possibile sia per evitare questo problema che per trarne i benefici climatici. Dove non fosse previsto un isolamento e fosse necessario impermeabilizzare con prodotti che non consentono la dovuta traspirazione andranno previsti degli areatori per consentire il deflusso di condensa.
Conviene fare il tetto ventilato ?
Sebbene la realizzazione di un tetto ventilato comporta numerosi vantaggi nel periodo estivo, è bene tener presente che la sola ventilazione del tetto non è in grado di apportare grandi migliorie del Comfort Termico dell’ambiente sottotetto e da sola, raramente garantisce il conseguimento di condizioni tali che permettano di evitare il ricorso alla climatizzazione artificiale dell’ambiente sottotetto. Il nostro consiglio è di farlo, realizzare un tetto ventilato oggi non implica una spesa eccessiva in quanto può essere realizzato in vari modi che al classico "doppio tetto" che risulta sicuramente più costoso. Un tetto ventilato può essere realizzato anche con una semplice doppia listellatura sul solaio di copertura, oppure impiegando tegole o parti speciali del manto che consentano la circolazione del flusso d'aria. Nel caso di tetti in metallo proprio per la temperatura più elevata che questo raggiunge durante il periodo estivo è quasi d'obbligo prenderlo in considerazione, oltretutto vi sono prodotti in commercio che possiedono già tale caratteristica di ventilazione o microventilazione.
Devo rimuovere dell'eternit posso farlo da solo ?
No, per rimuovere o lavorare in qualsiasi modo, qualsiasi materiale contenente amianto per legge (l.257/92) bisogna essere un'azienda specializzata e possedere e mantenere i requisiti necessari. Affidatevi ad un'azienda specializzata come la nostra.
E' vero che le tegole in cemento sono le migliori ?
Le tegole in cemento a differenza di quelle in terracotta assorbono meno o pochissimo l'acqua ed umidità soprattutto quelle trattate con vernici speciali a base di ceramica o comunque colorate, anticate...questo le difende soprattutto nei periodi invernali quando le tegole assorbendo l'umidità e l'acqua poi si trovano a fare i conti con le basse temperature ed il ghiaccio, le conseguenze dell'aumento del volume dell'acqua assorbita quando questa diventa ghiaccio resta sicuramente una causa negativa per ogni materiale che abbia un certo coefficiente di assorbimento dell'umidità. Va tenuto anche presente però il luogo, la fascia climatica e comunque anche il fatto che oggi nel mercato ci sono anche tegole in cotto con ottime caratteristiche, trattate con materiali speciali e coloranti che ovviano a questo problema.
L'eternit conviene incapsularlo o rimuoverlo ?
Prima di rispondere a questa domanda è necessario chiarire quali sono le soluzioni possibili, per che cosa di distinguono e cosa comportano. Chiariamo che i materiali composti di amianto come l'Eternit vengono trattati in riferimento alla legge n°257/92 e che ogni Regione in Italia si è conformata stilando delle linee guida o regolamenti proprie che sono più o meno simili tra loro. Riassumendo brevemente diciamo che le possibilità di trattare l'Eternit sono: 1- RIMOZIONE 2- SOVRACOPERTURA 3- INCAPSULAMENTO e questa scelta non è sempre libera, in quanto dipende anche dallo stato di conservazione delle lastre, per la rimozione e smaltimento è ovviamente sempre possibile tale soluzione, per le altre 2 dipende appunto dallo stato in cui si trova, per farla semplice le lastre non devono essere rotte, ammalorate visivamente, non assicurate alla struttura o troppo consumate.
SOVRACOPERTURA: questa sarebbe la soluzione di rivestire con tipo lastre in metallo o simili l'attuale copertura in Eternit posizionando sopra di essa appunto il nuovo materiale ed assicurandolo con supporti agli stessi fissaggi delle lastre o altri nuovi, in ogni caso perimetralmente la copertura dovrà essere presente un sigillamento in modo che le particelle delle lastre in Eternit non possano in nessun modo rilasciare fibre nell'aria, inoltre va ricordato che nei casi di strutture di lavoro come capannoni o uffici o presenza di persone andrà previsto un controllo periodico per valutare lo stato del rischio.
INCAPSULAMENTO: questa sarebbe la soluzione di rivestire in modo più uniforme lo stesso manto in Eternit, per esempio applicando a spruzzo su di esso uno strato di protezione per la miglior conservazione del materiale, indicativamente per legge deve venir realizzato in n°3 strati di colori diversi dove l'ultimo strato a vista dovrà essere migliore per la resistenza agli agenti atmosferici. Anche in questo caso come nel precedente andrà previsto una verifica periodica nel caso di strutture lavorative e quando il secondo strato (di colore diverso) viene alla luce andrà ripetuto il trattamento dello strato finale.
Quale conviene ? Dipende dalla situazione, volendo inoltre sfruttare gli attuali incentivi per il miglioramento energetico sono diverse le cosa da valutare, quindi la soluzione più vantaggiosa andrebbe valutata analizzando queste possibilità:
1- se avete un immobile in cui sia presente un impianto di riscaldamento e potete dedurre lo sgravio fiscale previsto per gli interventi di miglioramento energetico (55% per aziende e privati) e volete assicurarvi un intervento definitivo, più sicuro per la vostra salute ed un tetto "eterno" la soluzione è la RIMOZIONE, infatti considerando un costo medio di rimozione eternit + rifacimento nuova copertura + sostituzione lattonerie + oneri di sicurezza ecc.. avrete un costo di circa 100 euro al mq dove il 55% (quindi 55 euro) li recuperate spendendo effettivamente €45 al mq che è meno del costo di una sovracopertura o incapsulamento, inoltre spesso vi sono incentivazioni regionali, provinciali e finanziamenti agevolati per questo tipo di soluzione che non sono qui previsti.
Qual'è la copertura in metallo che ha il miglior rapporto qualità/prezzo ?
Ci potrebbero essere due risposte valide, ovvero valutiamo anche il lato estetico... in un capannone consiglio sempre l'impiego di alluminio naturale, in un'edificio residenziale magari lo zinco-titanio, credo che l'alluminio naturale sia il miglior compromesso tra il rame e gli acciai, nel residenziale però secondo mè risulta antiestetico. Una copetura in alluminio può durare anche un secolo o più (non ci sono finora casi esaminabili oltre i 70 anni), lo zinco-titanio potrebbe andar oltre, avendo in più un'estetica più classica ed agressiva.
Rifare il tetto senza ponteggi ?
Spesso viene sollevata l'obiezione alla realizzazione del ponteggio nelle opere di ristrutturazione del tetto, ovviamente per l'elevato costo che il cliente deve assorbire. E' bene sapere che per le opere e lavori in quota (e per legge "lavori in quota" si intende sopra i 2 mt.) vanno allestiste delle misure di sicurezza per i lavoratori, per ns. esperienza con gli organi sanitari e di medicina del lavoro e per quanto prescrive la legge il ponteggio è sempre la soluzione ottimale rispetto ad altre misure come linee vita provvisorie, parapetti o altro in quanto dà maggiori garanzie. Nella ristrutturazione di un tetto o comunque per lavori in quota attinenti o simili è spesso consigliabile la realizzazione di ponteggi o parapetti provvisori, meno indicata è la linea vita provvisoria se non per opere di manutenzione, è bene sapere che secondo la legge (dlgs.81/08) il committente che commissiona un lavoro è responsabile quanto la ditta esecutrice delle opere in caso di infortunio o incidente; in egual misura anche il responsabile della sicurezza dei lavori ed il lavoratore stesso hanno la stessa parte.Il nostro consiglio è di far valutare sempre il lavoro da un esperto in materia di sicurezza per evitare imprevisti spiacevoli.
- Devo rifare il tetto, è indispensabile il ponteggio ?
- Devo rimuovere l'eternit dal tetto, è obbligatoria la DIA ?
- Posso togliere l'eternit da solo a casa mia ?
Devo rifare il tetto, è indispensabile il ponteggio ?
Spesso viene sollevata l'obiezione alla realizzazione del ponteggio nelle opere di ristrutturazione del tetto, ovviamente per l'elevato costo che il cliente deve assorbire. E' bene sapere che per le opere e lavori in quota (e per legge "lavori in quota" si intende sopra i 2 mt.) vanno allestiste delle misure di sicurezza per i lavoratori, per ns. esperienza con gli organi sanitari e di medicina del lavoro e per quanto prescrive la legge il ponteggio è sempre la soluzione ottimale rispetto ad altre misure come linee vita provvisorie, parapetti o altro in quanto dà maggiori garanzie. Nella ristrutturazione di un tetto o comunque per lavori in quota attinenti o simili è spesso consigliabile la realizzazione di ponteggi o parapetti provvisori, meno indicata è la linea vita provvisoria se non per opere di manutenzione, è bene sapere che secondo la legge (dlgs.81/08) il committente che commissiona un lavoro è responsabile quanto la ditta esecutrice delle opere in caso di infortunio o incidente; in egual misura anche il responsabile della sicurezza dei lavori ed il lavoratore stesso hanno la stessa parte.Il nostro consiglio è di far valutare sempre il lavoro da un esperto in materia di sicurezza per evitare imprevisti spiacevoli.
Devo rimuovere l'eternit dal tetto, è obbligatoria la DIA ?
Ciò che determina se è necessaria o meno la DIA è la tipologia dell'intervento se rientra in una manutenzione ordinaria o straordinaria. Nel caso di rimozione di una copertura in lastre in cemento-amianto (eternit®) come per qualsiasi altro tipo di copertura bisognerà appurare per l'appunto se si tratta di manutenzione ordinaria o straordinaria; il DPR 380 convertito in testo unico sull'edilizia identifica interventi di manutenzione straordinaria quegli interventi che modificano il tipo dei materiali, l'aspetto dell'edificio, struttura e dimensione; per esperienza questo particolare viene interpretato in modo diverso da comune a comune quindi quando sorge il dubbio è consigliabile rivolgersi all'ufficio tecnico del proprio comune e chiedere informazioni sul metodo di attuazione. Nella maggior parte dei casi il dubbio non sussiste in quanto se noi rimuoviamo l'eternit e mettiamo al suo posto una lastra in metallo, tegole, impermeabilizzazioni con o senza aggiunte di isolanti possiamo star certi che si tratta sempre di manutenzione straordinaria e quindi la DIA è d'obbligo, non è invece obbligatoria se mettiamo un'altra copertura come le lastre in fibra di cemento aventi stessa sagoma/forma non modificando lo spessore della copertura con isolanti o altri materiali.
Posso togliere l'eternit da solo a casa mia ?
No, per rimuovere o lavorare in qualsiasi modo, qualsiasi materiale contenente amianto per legge (l.257/92) bisogna essere un'azienda specializzata e possedere e mantenere i requisiti necessari. Affidatevi ad un'azienda specializzata come la nostra.
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